La Santanchè contro il velo

Kate Middleton

Ennesimo intervento contro il velo, segno di sottomissione femminile. O no?

from Daniele Sensi

Annunci

Da fascisti a badogliani

Fini d'annata

Fini d'annata

“Berlusconi si conferma un politico sotto ricatto, abbia più rispetto per gli taliani che credono nei loro valori al contrario di quello che fa lui”. Lo diceva Storace nel marzo 2008, prima delle elezioni in cui si schierò contro Silvio e insieme alla Santanché. Da oggi sia Storace che la Santanché sono parte del governo di B. E Fini, l’altro grande ex-fascista, da alleato è diventato nemico. Chi ha tradito chi?

Non c’è peggior offesa per un fascista che dargli del badogliano, del traditore. Però qui il trasformismo è di casa. Di colpo, nel giro di due anni, gli ex-msi sono volati tutti dall’altra parte, a seconda di dove stavano prima. La Destra e il Movimento per l’Italia sono confluiti nella maggioranza, Fini ha creato un partito e ne è uscito.

Ora, è questa la “parola” dei fascisti? Un doppio cambio in soli due anni? Chissà cosa avrebbe Almirante, che non tradì il duce neppure nei momenti peggiori. Ma qui bisogna capire le convenienze. Da oggi Storace torna ad essere più filorusso che filoamericano. Oddio, non ci capisco più niente.

L’Italia dell’arroganza, da Marchionne a Sgarbi

Sgarbi

Sgarbi

Le ultime apparizioni televisive di Sgarbi sono state qualcosa di raccapricciante. Arriva, urla, offende e va via. Stessa disocorso per Daniela Santanché, per le telefonate di Berlusconi o per i dibattiti politici in generale. E anche l’ad di Fiat ha dimostrato molta arroganza sui casi Pomigliano e Mirafiori.

Marchionne, soprattutto, ha deciso di rompere un contratto e attraverso un gioco burocratico superare un accordo. Per quanto uno pensi che avesse ragione o meno, non ha cercato il dialogo, ha messo il suo progetto sul tavolo e ha detto “non mi adatto a nessuna alternativa, fatelo voi”.

Ma ormai in tutto il paese si è diffusa la non-dialettica. Ai precari si dice “o fai così, o te ne vai”, ai giovani si dice “o ti adegui, o fai la fame, o vai all’estero”, i politici non cercano il punto di incontro o di argomentare le loro posizioni, ma sbeffeggiano gli avversari.

Io sono il primo a non essere umile. Ma forse è il momento di iniziare ad ammetterlo e a cercare di cambiare. Altrimenti possiamo continuare ad avere una società fatta di gruppi contrapposti, che non cresce, ma si divide.