I senegalesi e l’accusa di esistere (e pure di essere razzisti)

Un senegalese in lacrime dopo il duplice omicidio

Un senegalese in lacrime dopo il duplice omicidio

Parla di «regolamento dei conti» e dice che sono «falliti i tentativi di integrazione» il consigliere regionale Pdl Donzelli. «Gli episodi di violenza confermano che Firenze non è un’isola felice» rilancia un consigliere della Lega Nord. Morganti, ex leader del Carroccio toscano, si chiede «I venditori ambulanti erano regolari?». «La follia di un singolo non deve innescare un processo di criminalizzazione di Casa Pound», scrive Borghezio.

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India, punti di vista

Bodoland

Scrivo nel poco tempo che la stanchezza e una chiavetta internet mi concedono. Scrivo di cio` che in tutti i viaggi mi stupisce, i diversi punti di vista. Cito due esempi: un amico secondo cui bisogna votare per i candidati della propria etnia e non per le idee, un gruppo di suore che, guardando una casa in cui il bagno e` una turca acquitrinosa, hanno esclamato:  “fantastica”

Parto dalla prima: qui sono tutti Bodo. Qualche anno fa e` stato riconosciuto il Bodoland, una specie di sopradistretto con poteri legislativi. Quali? non lo sanno neppure loro. Fattosta` che spendono i soldi come gli pare, di solito li sputtanano, come dice la gente, per dare lavoro agli amici. Solo che stavolta gli amici sono della stessa etnia. Percio` la gente e` contenta.

Anzi, va molto oltre. Come mi ha detto il mio amico, “bisogna votare per i candidati bodo”. Il motivo: “altrimenti i bangladeshi prendono il potere perche` sono sempre di piu`, e poi fanno le leggi per loro”. Insomma, una superdivisione per etnia, il piu` numeroso vince. Percio` spuntano campagne per la famiglia (e per allargarla) un po` ovunque.

Anche il mio amico era d`accordo che queste divisioni fanno solo male, che questi 1000 partiti (davvero mille) sono solo potentati locali, ma e` cosi`. E mi domandavo: in Italia questa realta` sta arrivando? Un partito che chiede di dare i soldi alla propria gente, intendendo non investimenti ma divisione di cariche e di denaro, magari aumentando le poltrone?

L`altra storia riguarda invece queste suore, arrivate per l`ordinazione di Father Justin che hanno raccontato la loro vita: girano per i villaggi e le citta`, cinque giorni tra la gente del posto e poi ritornano. Se non c`e` da lavarsi, non si lavano, se non c`e` da mangiare, non mangiano. Stanno tra le persone e le ascoltano “e solo dopo parliamo di fede, perche` quando hai problemi di vita quotidiana Dio non te lo ricordi”.

Comunque la si pensi sulla religione, il loro punto di vista mi ha stupito di nuovo. Guardavano la casa dove eravano e dicevano “che bella”. La descrivo: salotto di 3,5 mq, una tv, un armadio strapieno di tutto, due divani in bambu e due sedie in bambu, un tavolino basso nel mezzo. Per raccontare l`abitazione, diro` solo che la cucina e` in corridoio, in sala da pranzo c`e` il letto della bellissima bambina, il bagno e` un acquitrinio con una turca e due lavandini attaccati a un muro alto 1 metro.

Le ascoltavo e pensavo a come i punti di vista siano diversi, sia tra le persone, sia nella stessa persona, a come ogni volta che arrivo in questi posti mi stupisco di come siano poveri e due giorni dopo assaggio roba neppure lavata (so che mia madre entrera` nel panico se leggera` queste righe). Oppure a come mi compiaccio che il treno veloce da Guwahati a Delhi  impieghi solo 28 ore ad arrivare da Krokahja alla capitale indiana, pur costando la alta cifra di 1500 rupie (un giornale costa 4 rupie, con 150mila rupie si puo` costruire una casa a un piano), quando 2500 rupie per un aereo mi sembravano un`ottima offerta.

Se gli sponsor danno ragione a Totti…

Totti colpisce Balotelli

Beccano Kate Moss strafatta di cocaina e gli sponsor la mollano subito. Tiger Woods ha le amanti e perde le pubblicità. Totti, invece, col calcione a Balotelli potrebbe pure essere accusato di lesioni, ma Vodafone & co. non lo abbandonano.

Proprio strana l’Italia. Con un gesto così, gratuito e violento, ci si aspetterebbe che le aziende che sponsorizzano il capitano lo mandassero a quel paese. Invece in tv c’è sempre lui che cerca lo smartphone, e sul web gioca a poker (per altro l’azienda che lo finanzia ha perso il 15% nell’ultimo anno, non male).

Insomma, poi qui si parla tanto di esempio e si criticano i tifosi che se le danno nello stadio. Ma se un campione non paga per aver tirato un calcio senza senso a un avversario davanti a mezza Italia, perché dovrebbe farlo un semplice cittadino scemo senza neppure una telecamera davanti?

P.S. Zibì Boniek, ospite della trasmissione de La Signora in Giallorosso, ha detto che “Totti doveva dare a Balotelli un pugno diretto in faccia e uscire dal campo. Se l’avesse fatto, sarei andato a Trigoria a complimentarmi con lui. Ho visto giocatori fare quotidianamente gesti peggiori”. Grazie Boniek, ce n’era bisogno. Forse il discorso della Lega sugli stranieri violenti da rispedire a casa loro andrebbe allargato anche a chi certi personaggi famosi…

Chi vota Lega non si sente razzista

la Lega Nord, ai tempi della Padania

Che cos’è la Lega? La sinistra in Italia non l’ha capito. Prima D’Alema parlava di “forza di sinistra che raggruppava gli scontenti”. Ora l’accostano alla destra nazionale di Le Pen, come scrive Gad Lerner su Repubblica. Errori su errori. Perché la Lega ha creato una nuova destra e un nuovo razzismo, che non fa sentire razzisti chi la vota. “Non siamo migliori, siamo solo incompatibili”. Visione ristretta del mondo e localismo sfrenato nell’epoca dei cambiamenti globali. E lo spiega benissimo, come sempre, Daniele Sensi.


In un articolo su Repubblica, oggi Gad Lerner
accosta la Lega Nord al Fronte Nazionale del francese Jean-Marie Le Pen. Ecco, continuiamo a collocarla nell’estrema destra tradizionale, e della Lega non capiremo mai nulla. Perché sebbene alcuni suoi uomini provengano dagli ambienti neofascisti e sebbene con tali ambienti spesso condivida argomenti e battaglie, la Lega non è un partito neofascista. Sono semmai le formazioni classiche dell’ultradestra a star in parte “leghistizzando” il proprio linguaggio, ad esempio adottando, in luogo di un oramai impresentabile, schietto razzismo, il discorso “etno-differenzialista”: “non esistono popoli superiori o inferiori, tuttavia tra i popoli possono sussistere incompatibilità culturali superabili solo standosene ognuno a casa propria”.

Ed è per questo motivo che mentre in Francia, nonostante un forte consenso, Le Pen rimane ai margini della politica, da noi la Lega sfonda. Perché essa non vìola il tabù del fascismo, nè hanno la sensazione di violarlo coloro che la votano. Non solo la Lega non è nata a destra, ma Bossi ha avuto pure l’intelligenza di collocarla nell’alveo dell’antifascismo, rispetto al quale essa si presenta addirittura come l’ideale prosieguo: la Lega non disprezza la lotta partigiana, semmai ne esalta la settentrionalità.

Nella stessa Francia è sempre rincorrendo il successo leghista che parte della destra neofascista si sta convertendo all’ideologia identitaria e regionalista. Si pensi ai vari movimenti localistici che fanno capo al Blocco identitario: uomini che fino all’altro ieri militavano chi nella destra extraparlamentare, chi nello stesso Fronte Nazionale di Le Pen, e che oggi guardano al risultato delle nostre Regionali con invidia ed ammirazione. Si tratta di formazioni del tutto minoritarie, considerato il radicato e fiero sentimento nazionale dei francesi, cui tuttavia potrebbe riuscire ciò che non è riuscito a Le Pen: rompere l’isolamento, allacciare convergenze con i gollisti, partendo dalle municipalità. E’ ad esse che la Lega andrebbe accostata, perché è con esse che la Lega dialoga, è con esse che la Lega struttura la propria strategia europea.

La Lega non è nostalgica. E’ questo che la rende pericolosa.