I senegalesi e l’accusa di esistere (e pure di essere razzisti)

Un senegalese in lacrime dopo il duplice omicidio

Un senegalese in lacrime dopo il duplice omicidio

Parla di «regolamento dei conti» e dice che sono «falliti i tentativi di integrazione» il consigliere regionale Pdl Donzelli. «Gli episodi di violenza confermano che Firenze non è un’isola felice» rilancia un consigliere della Lega Nord. Morganti, ex leader del Carroccio toscano, si chiede «I venditori ambulanti erano regolari?». «La follia di un singolo non deve innescare un processo di criminalizzazione di Casa Pound», scrive Borghezio.

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Cicchitto si taglia le ferie (per le intercettazioni)

Fabrizio Cicchitto

Cicchitto dice: “Sono disposto a lavorare anche ad agosto per il ddl intercettazioni”. L’anno scorso si sono presi 45 giorni di ferie, nel bel mezzo della crisi. Se il Paese ha bisogno, loro vanno al mare. Se ha bisogno il Capo, lavorano. Ma questo vale tutto l’anno.

Se 51 secondi per premere un tasto sono pochi…

Fabrizio Chicchitto

Fabrizio Chicchitto

Leggo stamani che il PdL si lamenta perché la votazione sulla costituzionalità del decreto per bloccare l’abbattimento delle case abusive di Ischia è durata SOLO 51 secondi. Colpa della Bindi, dicono. Ma a Bruxelles si fa in 10.

Mi sembra ridicolo. La maggioranza era tutta fuori aula, sapeva che alle 18:30 si votano le costituzionalità, gli sono dati 51 secondi e non c’è il tempo di votare? Certo che no, erano tutti fuori aula e hanno perso.  Quindi la colpa non è loro, ma di chi presiede la seduta, la Bindi. Come dire, non è che sono arrivato tardi, è che non mi hanno aspettato.

Peccato che a Bruxelles queste cose si votino ad alzata di mano con questi tempi: Favorevoli (3 secondi)? Contrari (3 secondi)? Astenuti (3 secondi)?. Se non si capisce dalle mani chi ha la maggioranza si va al voto elettronico così “Votate (5 secondi). Chiusa la vocazione”.  Da noi 51 secondi è poco?

Ecco perché il Parlamento è così bloccato, perché è come tutti gli uffici, pubblici e privati, di questa Italia. Perché ci vogliono giorni per firmare un foglio, minuti per una votazione. Insomma, perché è composto da fannulloni.

difendiamo i politici dal pericoloso Germano

Libero

Libero

Sta cambiando qualcosa. Per anni Berlusconi ci ha rintronati col ritornello “i politici (tutti) fanno schifo, tranne io” e i suoi giornali lo confermavano. Ora, invece, comincia ad aggiungere “ma ora  meno, e i nostri ancora meno”. E si inizia a difendere i politici.

La qualità della nostra classe dirigente non è alta, è vero. Anzi, la storia dimostra che è stato un calare costante. E Berlusconi ha cavalcato questa idea, con la storia “faccio politica, ma non sono un politico, perciò sono bravo”.

Per far questo ha sparato anche sui suoi, distruggendone la dignità, rimettendoli nel calderone dei “ladri e coglioni”. Ora, invece, si cambia. Il leitmotive è “la sinistra non si deve sentire moralmente superiore e ti dimostro perché” ma anche “noi invece siamo migliori”. Traduzione: ci sono due classi dirigenti: una che ruba e ti dice che è brava, e una che è brava ma ogni tanto ha delle defiance. Solo che Berlusconi e le sue tv stanno convincendo gli italiani che i primi sono i democratici, e i secondi sono i suoi.

Un esempio chiaro viene dalla storia di Elio Germano, vincitore della palma d’oro per miglior protagonista al Festival del cinema di Cannes. Ha detto “lo dedico agli italiani, che lottano nonostante la loro classe dirigente”. Bene, oggi Libero arriva a scrivere che Germano ha fatto “Una carriera con i contributi del governo” e “spara sui politici che l’hanno sempre finanziato”.

È praticamente impossibile difendere la politica italiana, e se ci sono tante persone intercettate è perché ci sono tante persone che rubano. Ma leggermi da Libero una difesa dei politici italiani in un momento come questo, mi fa veramente sorridere.

Sul sito del PdL Berlusconi risponde, ma non c’è Fini

Il sito del PdL

Il sito del PdL senza Fini

In alto ci sono le scritte “Le correnti sono le metastasi dei partiti”, “sentendo Fini mi sembrava di sognare” e altre frasi di Silvio Berlusconi contro Gianfranco Fini. Peccato che sul sito del PdL siano riportati tutti gli interventi della direzione generale di ieri, tranne quello di Fini.

Come fa notare il consigliere regionale radicale, Rocco Berardo, è comico vedere le risposte del presidente Berlusconi a un intervento che non c’è.

Insomma, preparatevi a andarvene cari finiani, non vi fanno neppure parlare.

Un curriculum da assessò alla corte della Polverini

Renata Polverini

dal blog di Giulia Innocenzi

Non siamo così pretenziosi da richiede alla Polverini l’efficienza veneta di Zaia, ma una sferzatina all’acceleratore sì, però.
Quando dovremo aspettare, ancora, per la giunta regionale?
I più maligni raccontano di tirate per la giacchina, nell’ordine, da Storace:

La giunta? Ne ho parlato con Berlusconi, in questi giorni sono circolate ipotesi troppo fantasiose.

dall’Udc:

I nostri assessori saranno tre […], uno di questi sarà il Vicepresidente.

e dal Berlusca che, fra i tre, è chiaramente il più pesante. Si dà quindi per certo l’assessorato a Veronica Cappellaro, prediletta, appunto, del Cav.
Ma chi è questa Veronica Cappellaro? Vediamo il suo curriculum:

  • non raggiungerebbe i trent’anni;
  • è stata consigliere al secondo municipio di Roma;
  • candidata nel Lazio alle politiche del 2008, inserita al 25° posto, quindi scartata;
  • eletta nel consiglio regionale del Lazio in quota listino (“Devo tutto al Premier“);
  • divorziata da Luca Pompei, nipote di Donna Assunta Almirante, dal cui matrimonio è nato Pier Silvio;
  • attualmente compagna di Francesco Pasquali, ex segretario di Forza Italia giovani e neo consigliere regionale eletto in quota listino;
  • cugina di Gianluca Pileri, già segretario particolare del coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini.

Beh, certo, con un curriculum così, come rifiutarle un assessorato.

I tagli al benefattore di Adro

Bambini a mensa

La lettera del benefattore che ha pagato le rette della mensa per i bambini poveri di Adro è bellissima. Un messaggio di un ex-bambino povero ai compaesani, ai preti, al PdL (suo partito), alla Lega, a tanti altri. Peccato che la stampa abbia tagliato le parti per me più significative, in cui dice di votare Formigoni, critica i sacerdoti, gli sprechi dei leghisti del paese e si domanda chi gli cambierà il pannolone tra 30 anni.

Insomma, un messaggio di solidarietà ma anche politico, molto politico. E una chiusura ancora più dura, quando dice che si aspetta le critiche e la diffamazione “da chi sa di avere la coda di paglia”. Ed è arrivata, con una decina di famiglie che l’ha criticato dicendo di pagare la mensa anche a loro (che non ne hanno bisogno).

Facendo i miei complimenti a questo “cittadino”, ripropongo tutta la lettera. In verde le frasi tagliate dai giornali (non tutti, quelli locali, spaventati dal calo di vendite).

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.

Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.
Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi, delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il pirmo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in forndo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli (e se non conoscono il film che se lo guardino).

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali soni i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.

Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare «partito dell’amore». Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciamo come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 ani. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non verrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questei bambini che lavora in fonderia per 1200 euro al mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.

Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.

Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.

Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro