Lega Grillo

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Dare la cittadinanza ai ragazzi nati in Italia, i cui genitori non sono italiani, ” è senza senso”. Parole di Beppe Grillo, che in uno slancio di populismo si riallaccia agli amici della Lega Nord e sostiene la lotta contro la “liberalizzazione” della cittadinanza. D’altronde tra inviti a capire la rabbia contro Equitalia, a non pagare le tasse e a mandare a quel paese (Vaffaday) la gente, il linguaggio e le idee non si distanziano tantissimo da quelli di un Bossi qualunque. E fa ridere più o meno quanto lui.

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I senegalesi e l’accusa di esistere (e pure di essere razzisti)

Un senegalese in lacrime dopo il duplice omicidio

Un senegalese in lacrime dopo il duplice omicidio

Parla di «regolamento dei conti» e dice che sono «falliti i tentativi di integrazione» il consigliere regionale Pdl Donzelli. «Gli episodi di violenza confermano che Firenze non è un’isola felice» rilancia un consigliere della Lega Nord. Morganti, ex leader del Carroccio toscano, si chiede «I venditori ambulanti erano regolari?». «La follia di un singolo non deve innescare un processo di criminalizzazione di Casa Pound», scrive Borghezio.

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Democrazia padano-toscana

Il simbolo della Lega Nord Toscana

Il simbolo della Lega Nord Toscana

Oggi la Lega Nord ha commisssariato altre due segreterie provinciali toscane. Ora sono 8 su 10 quelle commissariate, più la segreteria regionale, dove adesso siede un emiliano nominato da Milano

Qualche mese fa lo scontro interno al partito finì con le dimissioni del segretario, Claudio Morganti, che prima tolse la tessera a un gran numero di eletti nei vari consigli e obbligà al silenzio una consigliera regionale. Il sistema padano cozza con l’anarchia toscana. Meno male che la Lega voleva scendere fino a Palermo

La Padania confonde Eco e Al-Qaida

Umberto Al Zawahiri

Umberto Al Zawahiri

Ennesima gaffe de La Padania, che prendendo le foto da Google Images, ne ha rubata una di Al Zawahiri, vice di Osama Bin Laden. Ma al posto della faccia reale c’era quella di Umberto Eco. E nessuno se n’è accorto

Segnalato da Daniele Sensi

Lega per il Nord, ma non per le aziende

Umberto Bossi

Umberto Bossi

Da quando la Lega è salita al governo, ha fatto tanto per le aziende italiane: molte delocalizzano in Svizzera, i libici sono entrati nel cda di Unicredit, Juventus ecc, Fiat va in Usa e ora Parmalat va ai francesi e Alitalia sembra pronta a fare altrettanto. Bossi urla per la “italianizzazione” delle aziende, ma intanto le perdiamo tutte.

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Gheddafi frega le donne alla Lega

Una ragazza col Glorioso Corano donato da Gheddafi

Condividono il colore di riferimento, il verde, e ora condividono anche le ragazze. Anzi, quelle se l’è prese il libico. Sotto gli occhi, e con la benedizione, del governo di Maroni, Bossi e gli altri leader padani. Almeno adesso i celoduristi leghisti avranno motivo di dire che gli arabi fregano loro le donne.

E’ inutile che la Lega ora faccia l’opposizione, gridi allo scandalo per l’arrivo di Gheddafi, che non è stato accolto come un capo di stato, come hanno fatto Spagna, Regno Unito o Stati Uniti, ma come un amicone. Anzi, come uno che fa folklore. Lo fa pagando le ragazze per venire a convertirsi. Lo fa invitando l’Europa a diventare islamica.

Bene, bravo, bis. Questa volta avrebbe ragione la Lega a dire “abbiamo dato un dito a questo arabo, si è preso il braccio”. Solo che questo l’ha accolto proprio la Lega di Governo.

E non mi vengano a dire che la colpa è delle ragazze, che si sono fatte pagare per andare lì ad ascoltare Gheddafi. Perché queste hanno solo fatto le comparse. Sennò dovrebbero impiccare quelle che si sono fatte pagare per andare a letto col Premier, con il doppio obiettivo di guadagnare e ottenere un favore, spesso un lavoro nello spettacolo o in Parlamento (e l’hanno anche ottenuto). Ma non mi sembra che il centrodestra le abbia toccate. Cioè, almeno non per accusarle.

I giornali, la politica, e il Palio sbagliato

Il Drappo

Una parte del Drappo

Tutti i gaiornali di oggi parlano della polemica contro Ali Hassoun e il suo drappellone. “Troppo islamico”, dice la Lega, “poco cristiano” dice la Curia. Dicono che a Siena ha fatto discutere. Cavolate. Perché a far discutere veramente i senesi è sempre Trecciolino

In città, infatti, il drappellone è piaciuto, e anche parecchio, perché la Madonna di Provenzano è raffigurata in maniera molto simile a quella della basilica, e questo basta. In più è colorato, pieno di simbologia e spiritualità.

Ma sul Palio, quello vero, quello corso, il problema sono i partiti (gli accordi) di Trecciolino. Il fantino, che correrà su Istriceddu sul Nicchio, pare abbia stretto un patto con gli altri per vincere. D’altronde buona parte dei cavalieri si allena tutto l’anno nella sua magione, e anche gli stallieri gli mandano i cavalli da allenare. Insomma, ha tutto in mano. E’ il lobbista del Palio.

Aspetto di vedere stasera i ragazzi di Giovane Italia (giovanile del PdL) andare a urlare contro il drappellone e le autorità durante il Palio. I senesi di destra se ne sbatteranno, saranno tutti “stranieri”. E appena proveranno a portare la politica in Piazza del Campo, se non si prenderanno una pietra in testa, potranno ritenersi fortunati.

Dalle starlette politiche ai politici starlette…

Matteo Salvini (e) una starlette

Matteo Salvini (e) una starlette (Lumumba, padana nel sangue, nella pelle e nel collare...)

Accendo la tv mentre prendo un bicchiere d’acqua e cosa vedo? su Pomeriggio 5 della D’Urso c’è una ragazza che vuole “donarsi” a Ahmadinejad e a discutere con lei ci sono una scrittrice (mai sentita), una tizia sconosciuta, uno che sta zitto, Salvini della Lega e una certa Rozza del Pd. Ma che ci stanno a fare due politici?

Il discorso è serio, più di quello della ragazza, che inizia mostrando il suo test di verginità per smentire i dubbi di Piero Chiambretti, che l’aveva intervistata settimane fa. E qui verrebbe da dirsi: E ‘sti cazzi?

Ma la cosa grave è vedere due “politicanti” parlare di queste canvolate in tv. E vederli cadere in basso: “ma tu sai cosa è l’Iran”, “ti auguro la poligamia del tuo dittatore”, “vorresti quella società qua?”, “sei libera di fare quello che vuoi”, “ma tu giudichi le donne di qua per le loro scelte”? Queste frasi non le ha dette la scrittrice belloccia che parlava guardando in camera, come se ci fosse un gobbo da leggere. L’hanno dette i “politicanti”.

Ora, la ragazzina è quello che è e tutto ciò che fa ha come obiettivo quello di farsi conoscere. Un giorno, quando nessuno si ricorderà di lei, venderà la sua verginità all’asta per tornare a farsi intervistare ed essere chiamata per le serate in discoteca con budget da 12mila euro a notte.

Ma i “politicanti” che stanno lì? Non solo legittimano le cazzate di questa Noemi Letizia chiacchierona, che invece di darla al primo stronzo famoso che passa dice solo di aver voglia di farlo con uno stronzo, ma danno un’immagine della poltica penosa.

All’Università mi dicevano che per un politico andare a parlare in uno show dove non si parla di politica è ottimo, perché ci si fa conoscere mentre la gente è rilassata, non ha la barriera alzata per timore che i politici la freghino. Ma così è veramente troppo. Dalle starlette che diventano politici siamo passati ai politici che diventano starlette.

Clandestini, una risposta da maestro

La Protesta dei medici contro la richiesta della Lega di denunciare i clandestini che si fanno curare

L’articolo era titolato: “Immigrati “clandestini” denunciati negli ospedali? I leghisti ci riprovano“.

Risposta di un certo Giovanni: “io sono d’accordo, le nostre tasse mantengono gli ospedali, perchè un irregolare dovrebbe usufruirne?”

Sonia: “allora curiamo solo gli italiani che pagano le tasse!”

Porca miseria, quasi quasi quest’ultima proposta ha un senso…