Pmi, web marketing e i consulenti improvvisati

Web marketing

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Cade a fagiolo una ricerca della BaseKit sulle piccole imprese e il web, riportata ieri da Skande. A fagiolo perché in questi giorni sto studiando la realtà di Firenze per motivi di lavoro e mi sono accorto che è tutto vero. BK dice che l’84% delle società non è contento della sua presenza on-line. Bè, io posso dire che quasi la totalità delle piccole imprese fiorentine ha un sito tristemente istituzionale, cioè una vetrina, senza interazioni con l’utente e senza aggiornamenti. Quasi sempre sono grafiche vecchie, con musichette e/o immagini tagliate male. Ma va peggio sui social media, perché le pagine sono gestite dalle stesse società di web design o di pubblicità che già lavorano con l’impresa, che si improvvisano social media manager con risultati da 100 a 400 fan in un anno di lavoro. E sono convinto che in giro per le province italiane la situazione non sia molto diversa.

Insomma, il disastro è assicurato, ma la colpa non è solo delle pmi. In un settore che si sta allargando sempre di più ma che è ben noto solo ai pochi addetti ai lavori, aziende che si improvvisano sono il peggiore dei mali. È come se domani arrivasse un muratore per rifare il bagno e dicesse “dai, per soli 100 euro ci penso io anche alle tubature”. Il risparmio è garantito, ma il muratore non è esperto quanto un idraulico e il risultato sarà pessimo. Perciò si dovrà riaprire tutto il muro e fare il lavoro due volte, col doppio della spesa.

Ecco, anche nel web marketing la situazione è la stessa. Inoltre improvvisandosi si diffonde l’idea che internet, i social media, il marketing on-line ecc. siano un gioco per poveri sfigati, dei nerd, che non porti vantaggi economici alle aziende che ci investono. Un autogol per tutta la squadra.

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2 commenti su “Pmi, web marketing e i consulenti improvvisati

  1. Trovo questo articolo molto interessante e sotto tutti gli aspetti rispecchia il degrado che ha subito il settore del web. Sono sempre di meno le aziende che investono su un sito di qualità ottimale, e tutto questo grazie a facebook e agli altri social che hanno rovinato il mercato del web,e poi tra la competività,salta fuori qualcuno che come il muratore ti fa l’intero bagno( con tubature nuove eh) a 100€.
    Concludo dicendo che per diventare web designer ho passato notte intere davanti al pc e di certo non per diventare un web designer lowcost.

    • Grazie Pietro, sono d’accordissimo con quello che dici. Di certo la qualità sopravviverà a tutti i low cost. Mi domando solo se tutte le aziende e le persone di qualità sopravviveranno ai low cost e agli improvvisati. Eppure basterebbe poco, basterebbe avere voglia di imparare e l’umiltà di impegnarsi. Bah

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