Le due Italie di Trenitalia

Un freccia rossa mancato

Un Freccia Rossa mancato

Da Bari non si arriva più a Milano, da Milano non si arriva più ad Agrigento, da Venezia bisogna pagare di più per andare a Napoli. I treni di Trenitalia sono roba per ricchi, gli altri li stanno lentamente cancellando o li lasciano senza manutenzione.

Io, licenziato, vi racconto il paese diviso di Trenitalia
da Il Venerdì di Repubblica, dicembre 2011

di Riccardo Bianchi e Paolo Casicci

Nel 150° dell’Unità, l’Italia è un Paese diviso in due. Con i nuovi orari, al via domenica scorsa,Trenitalia ha soppresso decine di convogli. Nord e Sud sono sempre più lontani. Ne fanno le spese, con i viaggiatori, centinaia di lavoratori degli appalti ferroviari. Ecco il racconto di uno di loro, raccolto durante una protesta a Roma, il 5 dicembre.

«Ci hanno delocalizzato persino la protesta. Da due ore siamo qui, davanti a un ufficio del ministero dei Trasporti alla periferia di Roma, a distanza di sicurezza dalla sede principale, a Porta Pia. Aspettiamo di conoscere la nostra fine. Siamo ottocento, ma dopo i tagli ai treni notturni, solo la metà di noi avrà ancora un lavoro. La società che ha vinto la nuova gara d’appalto, in realtà, non avrebbe potuto aggiudicarsela. Figuriamoci: hanno già messo in mobilità un sacco di dipendenti; che speranza c’è, adesso, che facciano lavorare anche noi? Nessuno, però, nel governo o nelle Ferrovie, gliene chiede conto. A parte i sindacati, che protestano da giugno, la questione non sembra interessare.

La verità è che le Ferrovie hanno diviso l’Italia in due e ora ci buttano in mezzo a una strada. Spaccano il Paese e ci lasciano senza posto. Del resto, pur lavorando sui treni da anni, per Moretti (Mauro, il numero uno di Fs) noi siamo dipendenti di serie B. Certo, ufficialmente non siamo inquadrati nelle Ferrovie: siamo dipendenti delle aziende che hanno in appalto il servizio sui vagoni letto, quelli dei convogli appena tagliati. Eppure abbiamo un compito non meno importante di quello di un ferroviere: ritiriamo i biglietti e i documenti, prendiamo ordini dal capotreno. Guardate, questo è il palmare di servizio: sopra c’è installato il software “Bordo treno” di Trenitalia per la verifica delle prenotazioni. Un gruppo di noi, giorni fa, si è presentato al pm Raffaele Guariniello e gliel’ha mostrato. L’inchiesta di Torino (per somministrazione illecita di manodopera, in violazione della Legge Biagi) è nata così, anche grazie a loro. Ma non è finita. Perché, oltre alla denuncia in Procura, molti di noi ne stanno presentando anche altre ai giudici del lavoro.

Per anni abbiamo faticato sulla base di questo – come chiamarlo? – imbroglio… Nel 2005, quando fu adeguato il nostro contratto a quello dei ferrovieri – la confluenza – sembrava tutto a posto: la clausola sociale, quella che obbliga l’azienda che subentra nell’appalto, ad assumere i dipendenti di quella che l’ha preceduta, era ancora prevista. Poi, però, è sparita dall’ultimo bando: è proprio questa la ragione per la quale siamo qui.

Ora che ci vogliono liquidare, la verità verrà a galla. È solo questione di tempo, ma gli italiani sapranno chi e come sta portando allo sfascio le Ferrovie. Spiegano che è inevitabile sopprimere i treni notturni perché non ci sono abbastanza clienti. Per forza: in realtà, inibiscono le vetture! Che cosa vuol dire? Che se uno, fino a qualche settimana fa, chiedeva un biglietto per il Torino-Palermo, allo sportello poteva sentirsi rispondere che non c’era posto. Poi, però, il treno partiva regolarmente, ma con i vagoni letto vuoti. Perché? Trenitalia sostiene che non può vendere quei posti perché le vetture letto sono in manutenzione. È vero: peccato, però, che quella stessa manutenzione sia bloccata perché la società che dovrebbe ripararle non paga i dipendenti, stanchi di lavorare gratis. Nella realtà, i treni viaggiano comunque, ma con vagoni letto sostitutivi, ma di categoria inferiore, perché Trenitalia è obbligata per contratto a farli partire. Così, sembra tutto ok: i convogli viaggiano, ma vuoti, e l’azienda può dire al governo che non ci sono clienti. E passa l’idea che i treni, deserti, vanno tagliati. Certo: se lo Stato si impuntasse, rifiutando i tagli, allora l’azienda sarebbe costretta a chiedere altri soldi al governo proprio per evitarli. Ma lo Stato, è ovvio, non si impunta e, allora, eccoci qui.

La verità è che le Ferrovie si sono dovute inventare questo strategemma per giustificare la soppressione di molti treni. Parlate un po’ con i colleghi siciliani: ne hanno di cose da raccontare. Lo sapevate, per esempio, che un espresso percorre la tratta Messina-Palermo in quattro ore e 25 minuti, mentre lo stesso tragitto è coperto da un regionale in due ore e mezza? Alla lunga, è ovvio, l’espresso non lo prende più nessuno e l’azienda può tagliarlo. Come vogliamo chiamarlo, tutto questo? Io lo chiamo sabotaggio. L’altra bugia è che, ormai, “vanno di moda gli aerei low cost” e, quindi, “la gente non prende più il treno”. Non è così. Ovunque sia stato tagliato un convoglio, lo ha rimpiazzato un pullman. In Italia c’è un esercito di corriere private, foraggiate con fondi delle Regioni. Lo Stato paga, ma per un servizio che affolla le strade e inquina.

Lo vedete quel collega, laggiù? Dopo sette anni di precariato e di contratti a tempo, un mese fa ha vinto una causa con altri tre stagionali. Deve essere assunto, ma sarà l’assunzione più breve della storia. Non farà in tempo a firmare il contratto, che andrà subito in mobilità. Non avrà nulla, neanche un assegno di disoccupazione. Molti di noi sono tagliati fuori anche dai sussidi. 

E poi ci sono i passeggeri fregati. Penso a tutte le Frecce argento, come il Venezia-Napoli, che ormai d’argento hanno solo il prezzo e non sono che intercity cui hanno cambiato nome e tariffa. Forse, ci resta solo il Quirinale. L’abbiamo scritto su uno striscione: “Presidente Napolitano, 150 anni d’Italia divisi da Trenitalia”…».

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3 commenti su “Le due Italie di Trenitalia

  1. Bari 18 gennaio 2012
    TRENITALIA ISTITUZIONI NOI VOGLIAMO LE ASSUNZIONI NEL TRASPORTO REGIONALE!
    questo lo slogan dei lavoratori ex Wagons-Lits!
    Sono Michele Nitti meglio conosciuto come ex dipendente della storica azienda, orgoglioso come italiano e deluso come lavoratore che per anni ha lavorato con grande spirito di sacrificio e amore per il proprio lavoro e la propria famiglia e vi racconto come la mannaia del licenziamento sia calata su molte teste degli 800 lavoratori Italiani.
    La riduzione tanto voluta ha lasciato inoperosi molti dipendenti nonostante una professionalità ed esperienza acquisita in tanti anni di onorato lavoro per le FS.
    Personalmente dico che NON ci sentiamo lavoratori “dell’indotto” ma ferrovieri, che svolgiamo servizio su vetture di proprietà fs, lavoriamo e collaboriamo con i “veri ferrovieri”, che abbiamo la stessa divisa, gli stessi strumenti tecnologici, lo stesso contratto e che spesso con la nostra esperienza risolviamo tante anomalie per evitare numerosi disservizi. Svolgiamo il nostro lavoro sempre con cura, gentilezza e cortesia ponendo il CLIENTE sempre al centro delle nostre attenzioni da oltre 1 secolo.
    Ma le FS ci ignorano, ci licenziano e preferiscono assumere dall’esterno anziché reperire risorse umane dall’interno in contrasto con tutti gli altri Paesi Europei che hanno assorbito tutti gli ex colleghi nelle ferrovie statali.
    Paradosso Italia!
    Nonostante il governo si preoccupa di ricucire l’Italia ferroviaria da sud a nord, gli Italiani sappiano che ci saranno comunque 2 velocità, l’AV e la VV.
    Definirei “AV” quel segmento ferroviario attorno al quale si spenderanno 1,5 mld di euro per ristrutturare 59 frecciarosse di ultima generazione introducendo 4 classi, inserendo le vetture del silenzio dove i bimbi non potranno forse accedere e le vetture con salette riunioni per un target dirigenziale ovviamente su quelle tratte dove esiste e “VV” invece, quel segmento ferroviario basato sul trasporto notturno o sociale largamente utilizzato e con costi più contenuti nonostante sia stato boicottato con la scarsa manutenzione e l’inibizione delle vendite dei posti nelle carrozze letto.
    Sembrerebbe un destino ormai già segnato. Qualcuno ha deciso così!
    Nessun commento! .
    Il mondo politico è in subbuglio, i governatori del sud incontrano lo Stato per raddrizzare lo sbando, i consumatori tentano una class action, e gli intramontabili dipendenti dei treni notte che protestano con tutte le loro forze vitali per rendere una vita più dignitosa per tutti.
    Ma Trenitalia è ferma sul principio poco convincente dell’antieconomicità del servizio notturno e l’avvento degli aerei low cost.
    Negli ultimi tempi si è parlato tanto di TPL e delle risorse messe a disposizione dallo Stato e dalle Regioni per incrementare il trasporto locale e ritengo che questo sia il momento propizio appunto per ricollocare queste persone preparate e qualificate.
    ISTITUZIONI NOI VOGLIAMO LE ASSUNZIONI NEL TRASPORTO REGIONALE!

    L’istanza di AIUTO è rivolta da tutti noi 800 lavoratori a tutto il Governo, ai Presidenti di Regione, ai Parlamentari di qualsiasi schieramento, a tutti gli Assessori ai trasporti, ai Sindaci di tutte le città di questi lavoratori feriti, ai Sindacati Nazionali tutti, a chiunque abbia un minimo di forza politico-sociale per far tornare sulla bocca di questi dipendenti un po’ di sorriso e di tranquillità lavorativa attraverso la ricollocazione nel TRASPORTO PUBBLICO LOCALE .

    Signori delle Istituzioni noi gridiamo: VOGLIAMO LE ASSUNZIONI NEL TPL!

  2. condivido pienamente l’articolo che ho letto purtroppo si ha a che fare con una classe dirigente mediocre vergognosa e scandalosa !! da rimuovere al piu presto dopo i danni che hanno fatto e dopo lo stato di abbandono che hanno provocato nel sud fregandosene e puntando tutto sull’alta velocita’ l’ultima trovata di trenitalia i tagli di molti treni notte a lunga percorrenza che esercitavano un servizio validissimo da circa 50 anni un servizio comodo e di buona qualita’ di collegamento diretto da nord a sud e viceversa senza fare scali inutili e costosi.credo invece che il vero flop sia la costosa alta velocita’ che trenitalia vanta tanto per quello che costa il biglietto la gente preferisce l’aereo e non mi risulta nemmeno che i freccia rossa o d’argento siano cosi affollati anzi…. e da circa 40 anni che viaggio nei treni a lunga percorrenza da nord a sud e viceversa e non e affatto vero che i treni viaggiassero vuoti anzi erano sempre pieni ma negli ultimi 2 anni circa stava succedendo qualcosa di strano mi era quasi impossibile prenotare un posto letto perche’ trenitalia bloccava le prenotazioni non si sapeva il perche’ tutto taceva tutto fermo bloccato era quello che mi dicevano in agenzia o in stazione questi signori dirigenti di trenitalia agivano nel silenzio piu totale bloccando le prenotazioni facendo una politica di ostruzionismo di ostacolo verso chi aveva intenzione di prenotare un posto letto e per disorientare le persone creando tanto sdegno nelle persone fin che’ rinunciavano a prenotare costringendole cosi ha dirottarle in mezzi alternativi facendo cosi’ credere alle alte cariche dello stato e all’opinione pubblica che i treni a lunga percorrenza fossero una spesa inutile ed un servizio costoso per trenitalia e che viaggiassero vuoti .

  3. NOI, EX DIPENDENTI WAGON-LITS E LA GRANDE VOGLIA DI LAVORO
    18 gennaio 2012 — pagina 10 sezione: BARI
    SONO Michele Nitti, ex dipendente della Wagons-lits, che per più di 60 giorni insieme agli altri 43 lavoratori baresi ha vissuto in modo drammatico la vertenza lavorativa fino a giungere al licenziamento l’ 11 dicembre 2011. Tanti incontri, tanti presidi, tanti scioperi, tante rinunce e persino uno straordinario ed eccezionale se pur silenzioso dispiegamento di striscioni dinanzi al Quirinale per giungere dopo pochi giorni ad un sospirato nuovo contratto di lavoro di soli 6 mesi solo per i lavoratori di Bari, Napoli e Roma. Altre circa 500 persone sono rimaste ingiustamente senza lavoro lasciate in un totale sconforto e forse privi pure di ammortizzatori sociali. Direi un governo assente. Avremmo desiderato una giusta e legittima ricollocazione in Trenitalia dopo anni di attento lavoro invece per tutti. Inconcepibile e illogica è stata la scelta di razionalizzare le tratte notturne con la creazione di 2 hub a Roma e Bologna per i treni provenienti dal sud Italia perché risulterà improponibile cambiare convoglio ed originerà il futuro smantellamento del servizio prossimamente. Michele Nitti – Bari

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