Il Tassinaro, Andreotti e il lavoro dei giovani 28 anni dopo

Il Tassinaro

Il Tassinaro

I film di Sordi, purtroppo, sono talmente realistici da essere ancora attuali. Il Tassinaro e Andreotti parlano dell’università e della disoccupazione giovanile (oggi al 31%). Sono passati 28 anni dal 1983, le proposte sono le stesse (pagare i giovani che studiano, non riconoscere come disdicevole un lavoro inferiore, ecc.ecc.) però è tutto uguale agli anni ’80. Anche chi ha vissuto quei problemi, poi non li ha risolti. Saremo migliori? Dobbiamo esserlo.

Huffington, altro che articolo 18

Arianna Huffington

Arianna Huffington

Come avevo temuto qualche giorno fa, il modello dell’Huffington Post verrà ripresentato in tutte le nazioni. In Francia, i blogger sono stati chiamati a scrivere gratis in cambio di “visibilità”. Ginisty ha rifiutato di farlo. Molti altri hanno accettato in Francia e anche di più accetteranno in Italia. Inutile discutere delle riforme della Fornero, di articolo 18 sì o articolo 18 no, se c’è gente che fa lavorare senza sborsare un soldo. Vorrei sperare che Repubblica non sia tra questi. Vorrei.

Lega Grillo

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Dare la cittadinanza ai ragazzi nati in Italia, i cui genitori non sono italiani, ” è senza senso”. Parole di Beppe Grillo, che in uno slancio di populismo si riallaccia agli amici della Lega Nord e sostiene la lotta contro la “liberalizzazione” della cittadinanza. D’altronde tra inviti a capire la rabbia contro Equitalia, a non pagare le tasse e a mandare a quel paese (Vaffaday) la gente, il linguaggio e le idee non si distanziano tantissimo da quelli di un Bossi qualunque. E fa ridere più o meno quanto lui.

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Il lato oscuro dell’Huffington Post (in Italia)?

Arianna Huffington

Arianna Huffington

150 milioni di dollari. E’ la cifra chiesta dai blogger dell’Huffington Post ai gestori del sito. Dicono di aver lavorato come giornalisti, ma nessuno li ha pagati. Hp risponde che il pagamento è la visibilità. Difficilmente la class action dei blogger avrà successo, però è bene che si sappia che stiamo parlando di un’azienda che si è arricchita sul lavoro gratuito di gente che era stata (e si era) illusa.

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Le due Italie di Trenitalia

Un freccia rossa mancato

Un Freccia Rossa mancato

Da Bari non si arriva più a Milano, da Milano non si arriva più ad Agrigento, da Venezia bisogna pagare di più per andare a Napoli. I treni di Trenitalia sono roba per ricchi, gli altri li stanno lentamente cancellando o li lasciano senza manutenzione.

Io, licenziato, vi racconto il paese diviso di Trenitalia
da Il Venerdì di Repubblica, dicembre 2011

di Riccardo Bianchi e Paolo Casicci

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Una pornostar scomoda per i grillini

Michelle Ferrari

Michelle Ferrari

Esce la notizia che Michelle Ferrari, pornodiva 24enne, sarebbe candidata a Spezia per il Movimento 5 Stelle. Lo dice la madre, candidata pure lei. La news rimbalza su tutti i siti, Il Giornale parla di falsi moralisti, la Repubblica la paragona alla Hunziker. Dicono che ha lasciato l’hard, ma dalla serie di fallatio sul suo sito non si direbbe. Poi arriva la smentita dei grillini, che suona ambigua: vogliamo tutto pubblico, ma non in quel senso.

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Marchionne e lo stile “intellettuale di sinistra”

Marchionne con barba e sciarpa
Marchionne con barba e sciarpa

Diciamocelo, il nuovo stile di Marchionne sembra uscito dagli anni ’70. Assomiglia a un prof rivoluzionario. E’ più a sinistra dei sindacalisti con cui ha a che fare. Barba, maglione, camicia, e sciarpa grezza. Roba da festa dell’Unità.

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Ha vinto il sindacato tedesco

Susanna Camusso (Cgil)

Susanna Camusso (Cgil)

Quando in Germania il sindacato accettava di lavorare di più per salvare le aziende e senza aumentare gli stipendi o di non farsi pagare gli stipendi per uno o due mesi, i sindacati italiani urlavano che qui non era applicabile la stessa politica. Ora l’occupazione è al massimo storico in Germania, mentre in Italia è la disoccupazione a volare.

A Roma, i sindacati sono di nuovo in piazza a dire che non vogliono venire a patti e intanto hanno perso su Fiat. Certo se i tedeschi sono così, è anche merito di imprenditori seri e coscienziosi, che nel Belpaese scarseggiano. Ma non sono tanti neppure i rappresentanti dei lavoratori che guardano un po’ più in là del loro naso e della loro busta paga.