Ichino e la politica della non-vendetta

Pietro Ichino

Pietro Ichino

Pietro Ichino è stato attaccato per anni dalla corrente di sinistra del Pd per le sue idee sul lavoro flessibile. Ora ad essere attaccato è il suo accusatore, Stefano Fassina. Ma Ichino non firma la lettera per le sue dimissioni da responsabile dell’economia del Pd. “Il problema riguarda il merito delle scelte, della linea del partito, e non va personalizzato. Ho criticato chi ha voluto personalizzare lo scontro nei miei confronti, non ho certo l’intenzione di fare altrettanto io verso altri”.

Stefano Fassina, per rispondere alle accuse di chi criticava la sua difesa strenua del vecchio modo di pensare il mondo del lavoro, ha affermato che il 99% del partito la pensa come lui. Insomma, si difende ripetendo il leitmotive “E’ Ichino il diverso, siete voi i diversi” senza cercare un confronto.

C’è una differenza di stile tra le risposte di Fassino e Ichino che fa sorgere una domanda: qual è la politica che vogliamo dopo il governo tecnico? Una che tratta di contenuti e rifiuta attacchi personalizzati, o una che discredita l’avversario. Dopo Berlusconi, stanno cercando un nuovo Berlusconi?

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