15 ottobre: “Non sono stato io”

Un teppista durante la manifestazione

Un teppista durante la manifestazione

Accusiamo i politici italiani di non ammettere i loro errori. Il coordinamento 15ottobre ieri ha organizzato una manifestazione degenerata in guerriglia. Ma nessuno di loro ha detto di aver sbagliato o di aver sottovalutato i rischi. Anzi, hanno accusato altri, dalla polizia al ministero ai servizi segreti.

I membri di questo comitato hanno fatto la fila per apparire in tv dopo gli scontri. Tutti a dire qualcosa, a parlare di democrazia diretta senza mai dire come risolvere un problema, di colpe dei parlamenti e dei bancari. Incalzati da Telese su La7, hanno risposto che loro non si possono dissociare dai violenti che non facevano parte del loro movimento, che però è un movimento senza leader e senza regole e senza schemi (e quindi tutti ne possono far parte).

Tralasciando la filosofia politica del nulla, quando qualcuno prepara un evento deve essere cosciente di tutte le eventualità. Quando i sindacati organizzarono il Social Forum di Firenze nel 2002, misero in azione il loro servizio di sicurezza. C’erano anche donne di mezza età con la pettorina della Cgil. Alla fine le violenze trovarono spazio solo negli articoli allarmati e allarmanti di una senile Oriana Fallaci.

Stupisce, invece, che coloro che attaccano i politici per la loro superbia siano altrettanto superbi. Hanno accusato la polizia, che se avesse usato più violenza avrebbe provocato una reazione in stile Genova (ricordate Carlo Giuliani?). Si sono domandati perché c’erano le macchine parcheggiate lungo il percorso. Io mi domando perché non ci dovevano essere se la manifestazione era annunciata come pacifica. Hanno accusato il ministero, i politici, i giornalisti di non raccontare la parte buona del corteo.

Credo, e spero, che alcuni si saranno fatti la domanda “ma noi dove abbiamo sbagliato?”. Penso che chi se l’è fatta, poi non se la sia sentita di mettersi davanti alle telecamere a difendere un movimento che ieri non è riuscito a bloccare fin dall’inizio quegli incappucciati che nelle immagini televisive avevano già le sciarpe, i caschi e le mazze fuori dalla stazione Termini, alla partenza del corteo. Andavano isolati fin dall’inizio.

Se vogliamo politici meno improvvisati e più competenti, dobbiamo essere i primi a riconoscere i propri limiti e ad affidarci a chi sa fare quel mestiere. Per quella manifestazione, forse, era il caso di chiedere consigli ai sindacati. E oggi, 16 ottobre, sarebbe stato meglio chiedere scusa ai cittadini di Roma a cui hanno provocato tutti questi disagi. Ma soprattutto a tutti quegli indignati che non sono stati difesi a sufficienza da chi li aveva chiamati in piazza.

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