Niente soldi, niente sport

Calcetto

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Alzi la mano chi ha smesso di giocare a calcetto perché non ha più soldi? Consolatevi, non siete soli. In Toscana sono 3.832 gli iscritti alla Uisp tra i 15 e i 39 anni che non hanno rinnovato la tessera. Problemi economici, che li faranno invecchiare peggio.

Il baby attacca le scarpe al chiodo
di Riccardo Bianchi
da La Repubblica – Firenze del 19/04/2011
SI SA che a una certa età svolgere attività sportiva diventa più pesante e molti smettono. Peccato che adesso non siano gli anziani ad appendere le scarpette al chiodo, ma i giovani. È l’ Unione Italiana sport per tutti (Uisp) a lanciare l’ allarme: tra il 2009 e il 2010 i tesserati in Toscana sono rimasti 205mila, ma nella fascia tra i 15 e i 39 anni sono calati del 4,5%, cioè 3.832 iscritti in meno. Una flessione era stata registrata anche negli anni passati. Ma stavolta è un crollo, ancor maggiore trai 30ei 39 anni di età: -5,14%.
Dietro ai numeri ci sono due fenomeni sociali; disaffezione allo sport tra i giovanissimi, quando capiscono di non poter diventare dei campioni, ma anche problemi economici e lavorativi che spingono a lasciare la cuffia dentro la borsa. «E’ forte l’ idea del modello “campionistico”», spiega il sociologo Pippo Russo, che collabora con la Uisp, «i ragazzini giocano con l’ obiettivo di sfondare». E quando il sogno sparisce, intorno ai 14 anni, si lascia la squadra e si torna davanti alla PlayStation.
Per chi invece ha già capito che non diventerà il nuovo Van Basten, è il lavoro il freno più grande: «Molti genitori giovani, che portavano il figlio a nuoto e si iscrivevano con lui – racconta il presidente regionale dell’ associazione, Ugo Bercigli – hanno rinnovato la quota del piccolo, ma non la loro». Eppure 30 anni sono il momento in cui la vita dovrebbe stabilizzarsi, si mette su famiglia, si ha un’ occupazione: «Ormai tra difficoltà economiche e richiesta di flessibilità, il tempo libero è incerto e risicato – conferma Russo – vent’ anni fa un trentenne sapeva che il martedì e il giovedì poteva andare in piscina. Oggi o non guadagna abbastanza per andarci o ha orari che cambiano ogni settimana».
L’ analisi è confermata dai dati. Ad aumentare sono state proprio le due categorie con più tempo libero, gli anziani e gli under 14, rispettivamente del 9% e del 4,29%. È risaputo che lasciare lo sport è pericoloso: «muoversi aiuta contro malattie cardiovascolari, lesioni e dolori muscolari, patologie articolari, artrosi e soprattutto osteoporosi – precisa il professor Massimo Gulisano, docente di anatomia e presidente del corso di medicina dello sport e della salute dell’ Università di Firenze – non ci dimentichiamo che da giovani si costruisce la propria vecchiaia. Per esempio una ragazza che fa attività motoria avrà meno probabilità di fratturarsi il femore da anziana, un ragazzo di soffrire di diabete a 50 anni o di avere un infarto».
Gulisano ricorda che l’ Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato inattiva una persona che pratica meno di 300 ore attività motoria all’ anno. «Abbiamo visto che oggi molte persone non fanno 1.000 passi in un giorno, alcuni neppure 500. Magari vanno 2-3 volte in palestra, ma la nostra vita resta comoda e sedentaria». Una curiosità si registra anche guardando le discipline Uisp. Il calcio, infatti, rimane il più diffuso, ma scende da 49mila soci a 46 mila. Al contrario sale il nuoto, al secondo posto con 30mila tessere, al terzo c’ è la ginnastica, con 27mila persone, ma l’ incremento maggiore lo segna la danza, con +10,4% e 12mila praticanti.
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