Il Pio Istituto de’Bardi, al posto dei bisognosi c’è l’università americana

Santo Spirito, a due passi dal Pio Istituto

Santo Spirito, a due passi dal Pio Istituto

La storia del Pio Istituto de’Bardi di Firenze, che dovrebbe ospitare attività sociali per gli artigiani e i poveri dell’Oltrarno, ma è sede di un’università americana. Il tutto grazie al marchese Frescobaldi e a Graziano Cioni, premiato con la laurea ad honoris causa.

 

La strana storia del Pio Istituto de´Bardi da scuola degli artigiani a università Usa

da La Repubblica del 2 marzo 2011
Riccardo Bianchi ed Ernesto Ferrara

L´ex Ipab del Pio Istituto de´Bardi ha sede in via de´ Michelozzi, nei 1200 metri quadri del Palazzo Capponi. È nato per favorire «l´istruzione e la formazione degli artigiani in stato di bisogno». Dal 2006, però, al suo interno c´è solo un´università americana, che paga un affitto da 126mila euro l´anno per 12 anni. La James Madison potrebbe occupare solo il primo piano del palazzo, da 650 metri quadri. Il resto dovrebbe servire per gli artigiani. Invece è vuoto. Gli studenti usano le stanze del piano terra come aule studio. L´affitto della Madison sarebbe nella media per un ufficio della zona, 200 euro al metro quadro all´anno. Ma in questo caso il valore si tratta di un intero palazzo storico accanto a Santo Spirito, per di più con quasi il doppio dello spazio a disposizione. In pratica, il costo al metro quadro scende a 100-150 euro. Senza contare che la struttura è appena stata restaurata e per farlo l´istituto ha stipulato un fido con la Cassa di Risparmio di Firenze, posseduta dall´Ente Cassa, che è anche membro del consiglio di amministrazione del pio istituto.
La storia dell´ex Ipab trova una svolta nel 2005, quando viene indetto un concorso di idee per la sua risistemazione. Lo vince un gruppo che propone di portarvi una scuola artigiana al pian terreno e un´area per le attività ricreative per gli studenti americani al primo piano. A finanziare la scuola ci avrebbero pensato due mecenati statunitensi. La decisione sulla realizzazione del progetto tocca al cda, tra i cui membri figura un rappresentante della famiglia Frescobaldi, dell´ente Cassa, della camera di commercio, dell´Apt, della direzione provinciale del lavoro e due del Comune di Firenze, compreso Francesco Pinto, direttore di Neurofisiopatologia a Careggi e marito di Anna Laura Abbamondi, ex direttrice di Montedomini. Ma gli amministratori, non vincolati dal concorso, optano per un´altra soluzione. A spiegarla alla stampa è l´allora assessore alle politiche sociali, Graziano Cioni: arriva la Madison, i locali del piano terra saranno affidati per l´aggiornamento degli artigiani all´Associazione Verrocchio della Cna, così da portare avanti i fini statutari e «trasformare il pio istituto in Asp».
Ma l´istituto non è mai diventato una Asp. Gli artigiani non hanno più saputo niente della Verrocchio e dalla Cna di Firenze dicono che era una creatura di un loro iscritto, di cui non sentono parlare da anni. In compenso la Madison ha premiato l´assessore Cioni con una laurea honoris causa per «aver servito gli altri disinteressatamente e con tanta umiltà, aver operato vigorosamente per il miglioramento della vita dei fiorentini» aggiungendo che «la sua guida e la sua saggezza sono state essenziali alla costituzione di un programma di studi sulle politiche dell´Unione Europea a Firenze, compreso l´uso di Palazzo Capponi». Nel frattempo qualcuno ha anche creato un appartamento nell´attico, con tanto di campanello con la scritta «privato».
Ora il cda ha chiesto di rendere il pio istituto una fondazione di diritto privato, perché «vorremmo riaprire una scuola per gli artigiani e riprendere lo scopo per cui era nata la struttura – afferma il presidente Ferdinando Frescobaldi – inoltre fino a qualche anno fa il palazzo era fatiscente e frequentato da persone di dubbia moralità e tutti gli interventi di risanamento sono stati pagati da privati».

 

Montedomini, anche 4 dipendenti nell´elenco degli affittuari disagiati
Istituto de´ Bardi, l´università smentisce il presidente: “Ecco il contratto, possiamo usare il piano terreno”

da La Repubblica del 4 marzo 2011
Riccardo Bianchi ed Ernesto Ferrara

Montedomini, dalla lista dei 260 tra appartamenti e fondi affittati a prezzi stracciati resa nota nei giorni scorsi saltano fuori i nomi di dipendenti ed ex dipendenti della stessa azienda dei servizi alla persona. Almeno tre affittuari sono attualmente in servizio presso l´Asp unica Montedomini (pagano 527 euro al mese per appartamenti di 43 metri quadri o 406 euro per 65 metri quadri), un altro è un ex dipendente dell´Asp Bigallo (614 euro per 82 metri quadri). E´ una nuova puntata dell´»affittopoli» fiorentina. Per anni gli immobili di proprietà delle ex Ipab sono stati concessi in locazione senza regole e a prezzi bassi. Sulla vicenda è buriana in Palazzo Vecchio. Marco Stella del Pdl chiede una commissione d´indagine che il Pd per ora stoppa. «Prima ascolteremo il presidente dell´Asp Montedomini Seracini in commissione controllo, lunedì faremo un dibattito con l´assessore Saccardi: non ci tiriamo indietro, dopo valuteremo», ribatte il capogruppo Pd Francesco Bonifazi.
Sul caso del palazzo di via Michelozzi, di proprietà dell´Ipab Pio istituto de´ Bardi, salta fuori che è il contratto a garantire alla Madison University di usarlo quasi per intero nonostante dovesse ospitare attività artigiane. «Questo è il contratto di locazione, dice che il piano terreno possiamo usarlo per tenere le lezioni, mentre il resto del palazzo deve ospitare gli uffici e la foresteria per i docenti, gli studenti e gli ospiti. E nell´appartamento “privato” ci abita la residence manager, la custode», dice il professor Alessandro Gentili, direttore della Madison University. Il contratto, di cui non c´è copia negli uffici di Palazzo Vecchio, è stato stipulato tra lui e Ferdinando Frescobaldi, presidente dell´ente di beneficenza. Lo stesso Frescobaldi, intervistato da Repubblica, aveva affermato che l´università poteva usare solo il primo piano perché il piano terra era riservato alle attività sociali per gli artigiani e i giovani poveri della zona, previste dallo statuto del Pio Istituto ma mai iniziate. La Madison paga 126mila euro l´anno per 1.200 metri quadri. Gentili ricorda che fino al 2006 era una struttura decadente: «C´erano topi morti e piccioni, ma i lavori furono velocissimi grazie a un geometra di Montedomini, Orlando Giannoni, e alle aziende che ha portato». Ci tiene a precisare che l´ateneo ha acquistato gli arredi ed è molto attivo in città. E sulla laurea ad honoris causa concessa all´ex assessore Cioni afferma: «Fu un atto simbolico. E stato scelto perché ci ha aiutato a trovare la sede».

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