India, punti di vista

Bodoland

Scrivo nel poco tempo che la stanchezza e una chiavetta internet mi concedono. Scrivo di cio` che in tutti i viaggi mi stupisce, i diversi punti di vista. Cito due esempi: un amico secondo cui bisogna votare per i candidati della propria etnia e non per le idee, un gruppo di suore che, guardando una casa in cui il bagno e` una turca acquitrinosa, hanno esclamato:  “fantastica”

Parto dalla prima: qui sono tutti Bodo. Qualche anno fa e` stato riconosciuto il Bodoland, una specie di sopradistretto con poteri legislativi. Quali? non lo sanno neppure loro. Fattosta` che spendono i soldi come gli pare, di solito li sputtanano, come dice la gente, per dare lavoro agli amici. Solo che stavolta gli amici sono della stessa etnia. Percio` la gente e` contenta.

Anzi, va molto oltre. Come mi ha detto il mio amico, “bisogna votare per i candidati bodo”. Il motivo: “altrimenti i bangladeshi prendono il potere perche` sono sempre di piu`, e poi fanno le leggi per loro”. Insomma, una superdivisione per etnia, il piu` numeroso vince. Percio` spuntano campagne per la famiglia (e per allargarla) un po` ovunque.

Anche il mio amico era d`accordo che queste divisioni fanno solo male, che questi 1000 partiti (davvero mille) sono solo potentati locali, ma e` cosi`. E mi domandavo: in Italia questa realta` sta arrivando? Un partito che chiede di dare i soldi alla propria gente, intendendo non investimenti ma divisione di cariche e di denaro, magari aumentando le poltrone?

L`altra storia riguarda invece queste suore, arrivate per l`ordinazione di Father Justin che hanno raccontato la loro vita: girano per i villaggi e le citta`, cinque giorni tra la gente del posto e poi ritornano. Se non c`e` da lavarsi, non si lavano, se non c`e` da mangiare, non mangiano. Stanno tra le persone e le ascoltano “e solo dopo parliamo di fede, perche` quando hai problemi di vita quotidiana Dio non te lo ricordi”.

Comunque la si pensi sulla religione, il loro punto di vista mi ha stupito di nuovo. Guardavano la casa dove eravano e dicevano “che bella”. La descrivo: salotto di 3,5 mq, una tv, un armadio strapieno di tutto, due divani in bambu e due sedie in bambu, un tavolino basso nel mezzo. Per raccontare l`abitazione, diro` solo che la cucina e` in corridoio, in sala da pranzo c`e` il letto della bellissima bambina, il bagno e` un acquitrinio con una turca e due lavandini attaccati a un muro alto 1 metro.

Le ascoltavo e pensavo a come i punti di vista siano diversi, sia tra le persone, sia nella stessa persona, a come ogni volta che arrivo in questi posti mi stupisco di come siano poveri e due giorni dopo assaggio roba neppure lavata (so che mia madre entrera` nel panico se leggera` queste righe). Oppure a come mi compiaccio che il treno veloce da Guwahati a Delhi  impieghi solo 28 ore ad arrivare da Krokahja alla capitale indiana, pur costando la alta cifra di 1500 rupie (un giornale costa 4 rupie, con 150mila rupie si puo` costruire una casa a un piano), quando 2500 rupie per un aereo mi sembravano un`ottima offerta.

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